MUSICA E PAROLE

 

Amici da decenni, ma in uno studio tv non si erano mai incontrati. Paolo Conte e Ivano Fossati, pezzi pregiati della storia della canzone italiana, hanno accettato di sedersi nel salotto televisivo di Massimo Bernardini perché lì si parla di musica.

Amici da decenni, ma in uno studio tv non si erano mai incontrati. Paolo Conte e Ivano Fossati, pezzi pregiati della storia della canzone italiana, hanno accettato di sedersi nel salotto televisivo di Massimo Bernardini perché lì si parla di musica.

Due ore di parole e note negli studi Rai di Torino che verranno ridotte a una sola per Nessun dorma , il programma che andrà in onda venerdì 9 giugno alle 21,15 su Rai 5.

Conte un po’ più ombroso, come vuole il personaggio, Fossati più a suo agio nella chiacchiera, anche in virtù del nuovo ruolo di docente universitario a Genova. Bernardini a condurli attraverso riflessioni, ricordi e aneddoti.

paolo conte 3Come quello dell’ uovo di Pasqua: «Stavo lavorando a un disco di Ornella Vanoni ( O , ndr.) – racconta Fossati – e decisi di chiedere una canzone a Conte. Ci vedemmo a casa sua, ad Asti. Mi aspettavo ci desse un nastro inciso, come si usava allora, e invece si mise lì a scrivere la canzone al piano, con matita e gomma da cancellare».

E poi: «Eravamo sotto Pasqua, così quando andai via mi diede un uovo di cioccolata da portare alla Vanoni. Oggi, Paolo, te lo posso confessare: non l’ ha mai ricevuto, l’ ho mangiato io durante il viaggio».

ivano fossati 3

Ridono in studio e ride Conte che invece parla a lungo della passione per i vecchi dischi jazz, «fino agli Anni Cinquanta, poi il jazz lo lascio a Fossati» e fa una dichiarazione d’ amore alla musica italiana degli Anni 10-20-30: «Gli americani ci sono superiori – è la premessa – ma gli italiani scrivevano canzoni anche molto belle, il problema erano i testi: terribili, zuccherosi».

Nei Sessanta qualcuno però conquistò la sua attenzione e la sua collaborazione: «Adriano Celentano, la prima Patty Pravo e Caterina Caselli non erano i classici cantanti da concorso Rai, erano veri, ruspanti, popolani».

paolo conte 2

Sul perché non abbia mai collaborato con Fossati però è netto, evidentemente pensando all’ amico genovese solo come autore e non come interprete: «Io non collaboro con nessuno, sono bravissimo a sbagliare da solo», dice. Però poi concede: « La musica che gira intorno l’ avrei voluta scrivere io».

Il focus della puntata di Nessun dorma è la loro attività da musicisti più che quella da cantautori, un aspetto al quale entrambi tengono particolarmente. E allora ecco la passione di Fossati per il flauto traverso, che gli fece abbandonare il pianoforte, avvicinato a otto anni «ma in maniera svogliata».

ivano fossati 2

«Mi conquistò la sigla del Tenente Sheridan, mi innamorai di quel suono e scoprii Roland Kirk e il suo flauto». Neppure per Conte è il pianoforte lo strumento della vita: «Lo suono male, senza meccanica e dal vivo lo suono sempre meno. Lo uso per comporre.

Una volta almeno una “spolverata” al giorno gliela davo, ma ormai…». Nel suo cuore c’ è invece il vibrafono, scoperto dopo che al liceo «venni bocciato. Mi avevano rimandato di sei materie. Le recuperai tutte tranne greco. Così i miei fecero scomparire il trombone».

massimo bernardini
Massimo Bernardini

Fu un amico jazzista a fare scoprire al giovane Paolo il vibrafono: «Andai subito a Torino a comprarne uno con le cambiali». Una storia d’ amore che non è ancora finita, anche se non tutti la capiscono: «Ora a casa ne ho uno molto bello… Le donne di casa ci mettono sopra i paltò».

Resta il cuore del dibattito: canzoni e composizioni musicali? Entrambi hanno fatto un disco di sola musica, ma il loro successo è arrivato con le canzoni: «Non dico che i testi non siano importanti – concede Fossati -, ma la musica senza le parole dà un senso di libertà a chi la fa.

paolo conte

Quando mi chiedono di scrivere solo musica io sono felice». Conte, poi, è uno che quando scrive le sue canzoni parte prima dalla musica, «perché trovo sia più emozionante delle parole.

La musica mi dà immagini in bianco e nero, con le parole arrivano anche i colori». Il programma si chiude su un filmato del 1990 (lo si trova anche su YouTube): sul palco del Tenco a Sanremo Paolo Conte, Ivano Fossati, Francesco De Gregori e Roberto Benigni alle maracas. Grande canzone? Grande musica? A ognuno la sua risposta. Un fatto è certo: grande stile.

IVANO FOSSATI 2                ivano fossati

Roberto Pavanello per la Stampa

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