IL PAESE DEI BALOCCHI

CHE FARE, FRA CICALE E FORMICHE, FRA CASSANDRE E INGUARIBILI OTTIMISTI? RIFLESSIONI SENZA REVERENZE O PELI SULLA LINGUA SULL’ECONOMIA ITALIANA- COSI’ LA PENSA LUCIGNOLO  

 

Strana ed interessante pulsione l’ambizione.

Etimologicamente da ambire (andare intorno, brigare), e quindi desiderio di andare ovunque, forse anche dove non si dovrebbe .

Assistiamo quotidianamente alle contorsioni dei politici, che fanno di tutto per assicurarsi la possibilità di governare, anche attraverso il cambiamento delle regole (dal latino regere, guidare diritto) che vengono invece piegate ed adattate di continuo alle convenienze particolari e contingenti.

Ma chi vorrebbe razionalmente candidarsi, sgomitare e barare per arrivare alla guida di un’impresa insolvente, destinata a fallire? Qualche giorno di inchini, seguiti da anni di fuga dai creditori defraudati e dalla rabbia dei collaboratori e dei dipendenti licenziati?

E questa Italia che  i politici vogliono governare, ovviamente per puro spirito di servizio, in che condizioni è?

Un paese con un debito pubblico al 133% del Pil , del valore di 2300 miliardi di Euro (quando la Grecia saltò nel 2009 il suo rapporto debito Pil era del 129%).

Un debito che volteggia sulle teste di tutti ma che non è responsabilità di nessuno e non è di nessuno, per cui nessuno ci pensa mai.

Un debito espresso in una valuta che non è quella nazionale ma che condividiamo con la Germania (!!!) , di modo che non potrà mai essere monetizzato dalla Banca d’Italia. Anche se lo stampare moneta creando inflazione è comunque una tassa, subdola e travisata, che grava sui creditori svalutando sostanzialmente il loro avere.

Un debito che continua ad aumentare ma di cui paghiamo solo gli interessi, e che i mercati e la finanza ( biechi, vituperati e senza cuore) continuano a rinnovarci. Un debito di cui possiamo pagare gli interessi solo perchè la Banca Centrale Europea, presieduta da un italiano, ha portato i tassi in negativo ed ha acquistato 2000 miliardi di debiti in tutta Europa per rilanciare l’economia .

Come potrebbe sostenersi il debito pubblico italiano se gli interessi, come più volte chiesto dalla Germania, fossero portati ad un livello compatibile con le economie nordeuropee che stanno vivendo momenti di massima espansione, mentre l’Italia nel momento di accelerazione del Pil mondiale cresce di un 1,3% per cento all’anno? O a contrario, come si sosterrebbe il debito se si verificasse un’altra recessione mondiale, in un contesto di avversione al rischio in cui nessuno è disposto far credito ?

Per scendere nel concreto, se i tassi fossero al 4% invece che a 0, lo Stato, semplificando molto, dovrebbe pagare 92 miliardi di soli interessi all’anno.

Ma al di là dei dati finanziari quali sono le condizioni reali dell’economia italiana e della nazione, tali da indurre all’ottimismo ?

Patuelli,Padoan,Guzzetti e Visco, durante la recente cerimonia di reinsediamento di Visco a governatore

I debiti privati forse? E cioè i crediti problematici delle banche, pari al 17% dei loro attivi, più del triplo della media europea e tali da annullarne il capitale? Banche che peraltro investono a piene mani nei BTP, certo non (ancora) classificati tra i crediti problematici.

Il numero di brevetti registrati nel nostro paese? In un mondo sempre più informatizzato ed automatizzato, ma le cui meraviglie vengono tutte ideate e prodotte fuori dall’Italia?

Il fatto che importiamo immigrazione non qualificata quando i pochi giovani  preparati per trovare uno sbocco e sfuggire alle raccomandazioni vanno all’estero, mentre i laureati che rimangono si presentano agli esami di abilitazione professionale (e quindi dopo la laurea, la pratica ed i corsi di abilitazione professionale) senza saper scrivere in italiano?

Supermario Draghi governatore BCE

Siamo così sicuri che un po’ di turismo, un po’ di moda e po’ di gusto per le cose belle (finchè dura) basteranno a mantenerci e a farci onorare i nostri debiti?

E nella vita di ognuno  questa situazione che conseguenze può avere?

Tragico nel tragico i Giudici Tutelari autorizzano ai tutori ed ai curatori degli incapaci il solo investimento in BTP (il solo non speculativo e sicuro per definizione)….

Riscattare la laurea ai fini pensionistici? La controparte e cioè l’Inps, tra dieci o venti anni sarà solvibile? In un paese con un tasso di occupazione del 58% rispetto al 70 e più dei paesi avanzati? In un paese in cui lavorano 4 persone su 10 ed in cui il discorso più comune sul treno o al bar è: “non mi lasciano ancora andare in pensione”…

Stipulare un’ assicurazione sulla vita per tutelare i propri cari ? Comporta versare i propri risparmi ad un’assicurazione la quale per costituire le sue riserve tecniche comprerà dei BTP (per definizione l’investimento più sicuro)…

Se poi qualcosa non andasse nel verso desiderato la risposta più ovvia sarebbe: “Caro Signore, Cara Signora, chi avrebbe mai potuto prevedere? Chi avrebbe mai pensato?”

Con questo articolo inizia la collaborazione di Lucignolo con il blog. Gli diamo il benvenuto.

 

 

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