LA SOFFERENZA DEI FIORI

LA VERSIONE DI CLARICE: I FIORI HANNO UN’ANIMA E PARLANO- COME NOI SOFFRONO E GIOISCONO, FRA RICHIAMI E PROFUMI, NELLA SOLITUDINE DELLA BELLEZZA EFFIMERA CHE LI FA PIU’ STRUGGENTI

 

“E piantò Javeh Dio un giardino nell’Eden che si trova a Oriente e vi pose l’uomo che aveva formato” (Gen. II-8)

Adesso parlerò della sofferenza dei fiori perché sentono di più l’ordine di quello che esiste.

La rosa è il fiore femminile che si dà tutta e a tal punto che a lei rimane solo l’allegria di essersi data. Il suo profumo è mistero folle. Se profondamente aspirata tocca il fondo intimo del cuore e lascia l’interno del corpo profumato. Il suo modo di aprirsi a donna è bellissimo. I petali hanno un buon gusto nella bocca- basta provare. Quelle rosse sono di grande sensualità. Quelle bianche sono la pace di Dio. Quelle gialle sono di un allarme allegro. Quelle rosa sono in genere più carnose e hanno il colore per eccellenza. Quelle aranciate sono prodotto di innesto e sono sessualmente attraenti.

 

Il garofano ha un‘aggressività che viene da una certa irritazione. Sono aspre e arricciate le punte dei suoi petali. Il profumo dei garofani è in qualche modo mortale. I garofani rossi gridano in violenta bellezza. Quelli bianchi ricordano la piccola bara di un bambino defunto: l’odore allora diventa acuto e la gente scosta il capo con orrore..

 

Il girasole è il grande figlio del sole. A tal punto che sa girare la sua enorme dalla parte di chi l’ha creato. Non importa se è padre o madre. Non lo so. Il girasole è il fiore femminile o maschile? Penso sia maschile.

 

La viola è introversa e la sua introspezione è profonda. Dicono che si nasconda per modestia. Non è così. Si nasconde per poter captare il suo stesso segreto. Il suo quasi non-profumo è gloria soffocata ma esige che lo si cerchi. Non grida mai il suo profumo. La viola dice levità che non si possono dire.

La sempreviva è sempre morta. La sua secchezza tende all’eternità. Il nome greco vuole dire: sole d’oro.

La margherita è un fiorellino allegro. E semplice e a fior di pelle. Ha un solo strato di petali. Il centro è un giuoco infantile.

La bella orchidea è exquise e antipatia. Non è spontanea. Richiede una scatola. Ma è una donna splendida e questo non  lo si può negare. Non si può negare neppure che sia nobile perché è epifita. Le epifite nascono su altre piante senza però trarne il nutrimento. Stavo mentendo quando ho detto che era antipatica. Adoro le orchidee. Nascono artificiali, nascono già arte.

Il tulipano è tulipano solo in Olanda. Un unico tulipano semplicemente non è. Ha bisogno di campo aperto per essere.

Il fiore di grano vive solo in mezzo al grano. Nella sua umiltà ha l’audacia di mostrarsi in diverse forme e colori. Il fiore di grano è biblico. Nella stalle di Spagna non si separa dalle spighe di grano. E’ un piccolo cuore che batte.

Ma l’angelica è pericolosa. Ha il profumo di cappella. Reca estasi. Ricorda l’ostia. Molti hanno voglia di mangiarla e di riempirsi la bocca con l’intenso odore sacro.

Il gelsomino è degli innamorati. Fa venire voglia di mettere puntini di sospensione adesso. Camminano tenendosi per mano, bilanciando le braccia e si danno baci soavi quasi al suono odorante del gelsomino.

La sterlizia è maschile per eccellenza. Ha un’aggressività di amore e di sano orgoglio. Sembra che abbia una cresta di gallo e di questo il canto. Solo che non aspetta l’aurora. La violenza della sua bellezza.

La bella di notte ha un profumo di luna piena. E’ fantasmagorica e spaventa un po’ ed è per chi ama il pericolo. Esce solo di notte col suo odore che stordisce. La bella di notte è silente. Appartiene pure agli angoli deserti e bui e ai giardini dalle case con le luci spente e le finestre chiuse. E’ pericolosissima: è un sibilo nell’oscurità che nessuno sopporta

Quanto al succulento fiore di cactus, è grande odoroso e di colore brillante. E’ la vendetta sommaria che fa la pianta desertica. E’ lo splendore nascente della sterilità dispostica.

Il geranio è fiore da vaso alla finestra. Lo si trova a San Paolo e nel quartiere di Grajaù e in Svizzera.

La victoria regia è nel giardino botanico di Rio de Janeiro. Enorme e con quasi due metri di diametro. Acquatiche, c’è da morire per loro. Sono l’amazzonico: il dinosauro dei fiori. Spargono grande tranquillità. Al contempo semplici e maestose.

Il crisantemo è di un’allegria profonda. Parla attraverso il colore. E’ fiore che scarruffatamente controlla la propria selvatichezza.

Credo che dovrò chiedere il permesso di morire.

Clarice Lispector: Acqua Viva. Sellerio pag. 48-50

Clarice Lispector (1920-1977) scrittrice di orgine ucraina,naturalizzata brasiliana. I suoi romanzi, scritti con un personalissimo stile, trattano della quotidianità, con uno forte scavo psicologico. 

 

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