L’OCA DI JOYCE

A tavola con la letteratura: morale, tradizione, e secondo la definizione del medesimo James Joyce, Gente di Dublino, ” spietata e nichilista radiografia” di una città

Morale, tradizione e, secondo la definizione del medesimo James Joyce, Gente di Dublino, una ” spietata e nichilista radiografia” di una città, del suo ambiente, e dei suoi abitanti. Quindici brevi schizzi che hanno per protagonisti i “reietti dal banchetto della vita”… e da quello delle feste ?

“Anche da quello” risponderebbe forse Joyce “chiusi negli stereotipi delle loro tradizioni ” che non gli risparmiano però manicaretti di ogni sorta, quali nell’elegante cena della Vigilia a casa di zia Julia e zia Kate nel racconto dei “Morti”.
“Dov’è Gabriel?”, gridava, “dov’è andato a cacciarsi? Sono tutti di là che aspettano tagli l’oca”. Ma sulla tavola riccamente imbandita non giaceva solo l’oca con il suo profumo croccante, ma c’erano un letto di prezzemolo su carta pieghettata, prosciutto scotennato cosparso di pan grattato, senza dimenticare l’osso perfettamente incartato, e un tocco di manzo arrosto alle spezie. E tra i due rivali, file parallele di contorni nelle loro porcellane decorate e poi ancora gelatine rosse e gialle, un vassoio di marmellate e di blocchi di biancomangiare. Non manca la frutta che inebria la tavola di un dolce aroma zuccherino e specie l’uva porporina accanto alle mandorle color avorio e fichi di Smirne impilati in una piramide e accanto eccone un’altra di arance, di mele americane. I dolci, come scrigni di sapore sono avvolti nelle loro carte dorate e argentate. Infine un po’ discoste, delle eleganti bottiglie di cristallo con Sherry e Porto ,usati rigorosamente per i dolci, come ogni puritano che si rispetti.
“Tutto secondo la tradizione” avrebbero cinguettato all’unisono zia Julia e zia Kate e ancora …” Come ogni anno ad una cena irlandese della Vigilia che si rispetti!” Niente che cambi, niente che muti ogni Natale. Gabriel, uomo di casa, apre il pranzo con un discorso e taglia l’oca grassa, le signore si scambiano piattini e vassoi contenenti morbide gelatine, mousse, creme, frutta. Tutto si svolge come in un rituale. E se un Natale l’oca non avesse lo stesso sapore, le gelatine fossero meno brillanti o Gabriel non trovasse alla fine del suo discorso la giusta citazione… che ne sarebbe di loro senza il banchetto che tiene lontana la morte della vita ?

Articolo di Laura Cesati per wearestudents.it

 

Lascia un commento

Potrebbe piacerti anche Altri di autore