MIA MOGLIE HA PERSO LA FEDE

 

 

Mia moglie ha perso la fede. Ma non quella con la F maiuscola, perché non l’ha mai avuta. Parlo di quella che sta al dito, detto appunto anulare.

 

Sophia Loren e Marcello Mastroianni nel film Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica

Sparita, rubata o finita nella spazzatura? Peccato perché era d’oro, qualcosa di venale valeva pure, poi vuoi mettere il valore intrinseco. C’era pure la data incisa all’interno. Io non la posso perdere, parlo sempre della fede con la minuscola. Non sono ancora riuscito dopo anni a capire in quale cassetto è finita. Poi con tanti traslochi, chissà.

Ora che ci rifletto: è il dito che prende il nome dall’anello o è l’anello che dà nome al dito? Bah, chiederò a Di Maio, prossimo sposo, o a Salvini, che è uno scafista, pardon  scafato. Speriamo che non ci mettano tre mesi per rispondermi.

Le fede al dito non è come l’anello al naso, ne convengo, ma tutt’è due hanno a che fare col matrimonio. Da noi chi porta la fede è sposato/a e ci tiene a mostrarlo, e sono fatti suoi. In India, ad esempio, la tradizione dell’anello al naso è una questione culturale. Il suo legame con la sfera intima e matrimoniale di una donna è indissolubile. In alcune zone è prassi non togliere mai l’anello al naso, neanche una volta sposate. Neanche se viene il raffreddore.

Non so, ma fra Fede e fede ci deve essere una liaison Forse per questo è in calo la Fede e le chiese sono vuote. Diciamoci la verità, oggi la fede non la porta quasi nessuno. Oggi porta la fede che ha 50 anni in su. Se non la perde prima. Tutti gli altri preferiscono portare l’anello al naso, solo che lo chiamano piercing.

Piercing e tatuaggio fanno “moda”. Servono ad apparire, comunicano appartenenza e esprimono trasgressione e originalità. Il piercing e il tatuaggio, secondo esperti dell’età evolutiva, segnano una tappa nella crescita. E per crescere bisogna soffrire, e dimostrare di poter dare sofferenza. Sarà per questo che ci si sposa mettendo la fede al dito?

Una volta, al tempo delle tribù care agli antropologi, la sofferenza era reale e arrivava, a volte, alla mutilazione. Oggi siamo nelle mani dei tattooisti, che sono tutti un poco sadici. In palestra non vedi più peli, in compenso pelli trattate come gobelin o broccati a rilievo, e disegni ispirati all’arte runica o a simboli araldici. I neri di pelle (Salvini direbbe negher), sono ancora una volta discriminati, a meno che non usino la biacca, che però non dura. E poi avvelena. Che magari è il metodo Salvini per risolvere gli sbarchi, camuffandoli per bianchi.

Ma torniamo agli anelli (come disse Yuri Chechi), anzi no alle fedi. Obiettivamente gli anelli al naso o piercing sono più emancipanti e comodi.  La fede, se la porti per tutta la vita, rischi di non potertela più sfilare, perché l’anulare si ingrossa con l’età. Bella fregatura. E magari se riesci a toglierti la fede, questa ti viene a mancare nel momento estremo, proprio quando ne avresti più bisogno, che non si sa mai….

 

 

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