PAPA E ADRIANA

AMORE SENILE, DOCILE MELANCONIA PRIMA DEL CREPUSCOLO, TRAGICO E VIOLENTO PER ENTRAMBI- LA STORIA DEGLI ULTIMI ANNI DI HEMINGWAY E ADRIANA, RAMPOLLA VENEZIANA IN UN LIBRO DI ANDREA DI ROBILANT

 

Andrea De Robilant, giornalista e scrittore romano

Lo ha scritto in inglese perché destinato al mercato americano. Poi, mercè l’ aiuto della moglie, lo ha tradotto in italiano. Ne è venuto fuori Autunno a Venezia – Hemingway e l’ ultima musa (Corbaccio, pagg.266, euro 19,90) scritto da Andrea Di Robilant, giornalista che ha vissuto e respirato l’ aria anglosassone, ma potrebbe essergli stato ispirato da Papa Hemingway in persona tanto è intimo e vissuto in diretta.

Adiana Ivancich

È la storia – poco nota – dell’ ultima fase nella vita di Hemingway, quella forse più dolorosa e sanguinante. Con Adriana Ivancich – splendida ragazza diciottenne che Papa conosce una sera di pioggia – lo scrittore ritrova la sua ultima musa, colei che lo avrebbe aiutato a riscoprire la vena narrativa assopitasi dopo circa dieci anni di inattività rispetto a Per chi suona la campana (1940). Papa aveva ormai cinquant’ anni, l’ età del bilancio e dell’ amarezza, che si insinua nell’ anima camuffandosi da malinconia inspiegabile.

Adriana, rampolla di una famiglia veneziana, aveva gambe snelle, un profilo che avrebbe fatto innamorare chiunque, e capelli neri, densi come il velluto. Il matrimonio di Papa con la quarta moglie Mary non andava più così bene. Le loro vite erano separate.

Lui preferiva Venezia, diviso tra il Gritti – un albergo affacciato sul Canal Grande e le sue acque color del vino – e l’ Harry’ s, il bar dove i camerieri e il maitre erano diventati suoi sodali. Mary amava sciare e trascorrere gran parte dell’ anno a Cortina dove avevano una casa. Questo treno di vita da separati rese galeotta la storia con Adriana, che sarebbe divenuta la Renata di Di là dal fiume e tra gli alberi. Nel libro si narra la storia di un colonnello dell’ esercito americano malato, a cui la guerra ha lacerato l’ anima. Renata è il suo ultimo grande amore. Sarà un libro considerato da molti critici una prova stanca di Hemingway, ed in più farà scandalo.

hemingway adriana
Adriana con Papa Hemingway

In una città come Venezia non si accettava che una delle sue ragazze venisse messa così in esposizione, chiamata Daughter – figlia – ma dipinta come un’ amante disinibita. In realtà – lo dice lo stesso Andrea Di Robilant, nipote di un compagno di bevute di Papa – quel libro – che forse non piacque neanche a Nanda Pivano – fu «il solo modo per Hemingway per liberarsi definitivamente dai fantasmi che la guerra gli aveva lasciato, e che per lui si erano mutati in strascichi dolorosi. Dopo quel libro si sentì libero, più pronto a rivedere tutto ciò che era stato prima».

hemingway adrianaAdriana verrà con lui alla Finca Vigìa a Cuba (la sua casa tenuta), dove Papa la voleva vicino avendole delegato le copertine sia di Di là dal fiume e tra gli alberi (1950) ma soprattutto di Il vecchio e il mare (1952). I grafici della Arnoldo Mondadori avevano mal accettato l’ intromissione di questa giovane musa da cui Papa appariva soggiogato. Quando lei era presente, Hemingway scriveva con una limpidezza classica capace di far fare alle parole tutti i giri della corrente del Golfo. Ciò fu possibile soltanto grazie ad Adriana.

Il libro di Di Robilant ha potuto scavare dentro questo rapporto così profondo e inusitato – che forse non rovinò nella fisicità del sesso – grazie ad un atout estremamente prezioso, le lettere scritte da Hemingway a Adriana, ancor oggi inedite, che la Hemingway Foundation ha reso accessibile a Di Robilant. Sono scritte in un inglese che fa capire non soltanto come Papa riuscisse a manipolare le parole ma così intime e personali da rivelarci chi fosse lo scrittore e l’ uomo: geniale, infantile, capriccioso, e profondamente generoso.

HEMINGWAY COVERPapa fu al centro – proprio in quegli anni – di una controversia accesa tra un giovane e già tenace Giulio Einaudi e un sardanapalesco Arnoldo Mondadori che pagava fior di quattrini pur di non perdere uno scrittore tanto amato e letto come mai nessun altro in Italia in quel momento.

Quasi nessuno sa che Hemingway accettò di permutare parte del proprio imponente credito in diritti con Giulio Einaudi ricevendo – al posto di cinque milioni di vecchie lire degli anni ’50 – le azioni per un valore corrispondente della casa Editrice Einaudi, di cui per molto tempo a venire divenne uno dei principali azionisti. Lui, Papa Hemingway, primo azionista di una casa editrice “comunista”! Il biografo dice – giustamente – che se lo fece, fu perchè in qualche modo voleva lasciare qualcosa ad Adriana, che peraltro non smise mai di sostenere economicamente. Fino al matrimonio, sfortunato, di lei.Papà si ammazzerà con un colpo di fucile e Adriana si impiccherà nel 1983.

Articolo di ALBERTO PEZZINI per Libero Quotidiano

 

 

 

 

 

 

 

 

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