PARLA BLAIR

 

COSI’LA PENSA GEPPETTO– NOTA POLITICA SULLE SORTI DELLA SINISTRA IN EUROPA NELLE PAROLE DI TONY BLAIR- LA GLOBALIZZAZIONE E’ FRUTTO DI TECNOLOGIA E IMMIGRAZIONI- I GOVERNI SONO IMPREPARATI, MA RIFUGIARSI NEL PROTEZIONISMO O NAZIONALISMO NON SERVE- LA SINISTRA VIVE SOLO SE E’ APERTA E RAFFORZA L’EUROPA

 

 

Frenando la soverchia euforia, Matteo Renzi dovrebbe fare tesoro delle parole di Tony Blair, primo ministro inglese nel 1997 e unico laburista eletto tre volte di seguito a Downing Street.

Riuscire nell’impresa di far rivivere la sinistra italiana è arduo, forse impossibile. L’ardore, lo slancio non bastano. Ci vorrebbe la scorza di uno statista, o l’abilità consumata di uno stratega. Renzi, al momento, non possiede né l’una né l’altra. Ma dove non arriva lui potrebbe arrivare una squadra, se ben selezionata e affiatata. Ma torniamo alle parole di Blair, raccolte da Enrico Franceschini il 30 aprile u.s. per La Repubblica.

Blair e Juncker, presidente Commissione Europea

Tre i passaggi salienti che qui interessano, sulla Brexit , sulla sinistra europea, sull’Europa.

Brexit:  “Vi ha certamente contribuito la crisi finanziaria globale del 2008. E la battaglia in corso sulla globalizzazione. Ma la globalizzazione è un evento determinato da tecnologia e immigrazione, non dai governi. Se governassi oggi continuerei a dire che bisogna accettarla e prepararsi alle sue conseguenze: non fermarla. Compito dei progressisti è mostrare alla gente che ne comprendiamo l’ansia di fronte ai sempre più rapidi cambiamenti mondiali e aiutarla ad affrontarli: non cercare rifugio in protezionismo e nazionalismo, che non funzionano”.

Tony Blair e Matteo Renzi

Sulla sinistra: “Se la sinistra non si modernizza di continuo, è condannata a perdere. Questa era l’idea del New Labour nel ’97 ed è ancora più rilevante perché da allora il progresso tecnologico ha enormemente accelerato. Se la sinistra dà l’impressione di essere una forza conservatrice, anti- business e isolazionista, non funziona. Deve emanare ottimismo e dimostrare che il futuro contiene speranze per tutti. Sinistra e destra significano ancora qualcosa, ma occorre aggiungere un’altra dimensione al confronto: quella tra “apertura” e “chiusura”, tra l’apertura a commerci e immigrazione e la chiusura dei commerci e delle frontiere”.

Altro passaggio importante nell’intervista riguarda, dicevamo, l’Europa.

Domanda Franceschini: crede ancora nell’Unione Europea?

Risposta di Blair: “Le ragioni per l’esistenza dell’Europa unita sono ancora più forti che in passato. Certo, la Ue ha bisogno di riforme. Ma chi crede nella sua disintegrazione è un illuso. Nel mondo globalizzato contano le dimensioni e l’unico modo di competere con giganti come Cina e India, per le nazioni europee, è stare insieme. Personalmente, non perdo la speranza che la Gran Bretagna possa tornare a farne parte. Il dibattito sulla Brexit è lontano dall’essere concluso”.

Seppure sommariamente, il pensiero di Blair, su questi punti cruciali è chiarissimo: la sinistra se vuole vincere faccia la sinistra, la globalizzazione non si ferma, bisogna aprirsi al mondo e, quindi, agli immigrati, e sull’Europa non esiste altra via che rafforzarla, poichè andare da soli vorrebbe dire la fine.

Tre punti che dovrebbero stare nelle premesse del programma dal PD per le prossime elezioni, a chiare lettere. Veri e propri punti identitari e spartiacque con le posizioni del centro destra, ma soprattutto del Movimento 5 Stelle. Il populismo, coloro che dànno risposte miracolistiche a problemi complessi, non devono essere inseguiti sul loro terreno limaccioso, ma sfidati apertamente. Troppe volte Renzi non ha data questa impressione, o mostrato questo coraggio, come nelle sue critiche all’U.E.

Beppe Grillo, in un suo tipico atteggiamento

Le critiche all’Europa devono diventare non meno ma più Europa, a caratteri cubitali. Le critiche, più che essere rivolte alla richiesta di allentare i vincoli dei bilanci, dovrebbero reclamare a gran voce di passare da un sistema di cambi fissi come ora a una vera moneta unica, ad un unico mercato del lavoro, ad un’unica politica estera, ad un unico esercito europeo che muti senso strategico e funzioni della Nato. Obiettivi ambiziosi, strategici e non politiche improvvisate, una tantum, dispettucci fra condomini irrequieti. Blair ha ragione: piccoli si scompare, l’isolamento uccide.

Aggiungiamo, in politica interna, lo stop alle regalie, un drastico abbassamento del cuneo fiscale, perché più lavoro significa più consumi e una prospettiva di vita per i giovani. Aggiungiamo vere manette e interdizione a vita per chi ancora evade e licenziamento in tronco per i lavativi pubblici….e il programma è bell’è fatto.

Il Nazzareno convocato per fine settimana ci dirà la linea di Renzi, ma soprattutto se la batosta del referendum è servita a qualcosa. Ma, per favore, a proposito della sinistra che insegue malamente la destra, sulla legittima difesa non peggioriamo e pasticciamo la legge che c’è: leticare la pancia dell’elettorato lo sanno fare dall’opposizione assai meglio. Sarebbe come, durante una partita, si infilasse un gol al proprio portiere, anziché all’avversario. Possiamo poi meravigliarci se è Grillo che si rafforza e non l’Europa?

 

 

 

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