PERCHE’ QUESTO BLOG

UN NULLA PIENO DI STORIE……………………

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…un nulla pieno di storie, dice la didascalia del blog, rubando il bel titolo di Sebastiano Vassalli. Se togli le rughe biografiche che segnano ognuno di noi, non resta che la biografia dell’anima. Non restano che le storie. Mi fermo a quelle, il resto cosa conta? Scriveva Walt Whitman: “ i poeti non hanno una biografia, ma un destino e il destino non si narra, si canta”. Essendo stonato, senza essere un poeta, mi limito a raccontare storie, ad appuntare riflessioni, a scarabocchiare appunti ai margini delle mie giornate. In un racconto che troverete nel sito, intitolato Ladro di identità, il protagonista pretende di entrare nell’intimità delle persone. Per fare questo si introduce nelle loro case, furtivo, dissacratore. Un uomo che pretenderebbe di tastare senza toccare, insinuare senza ferire, avanzare retrocedendo. Vi ricorda qualcuno? Ma c’è un metodo di gran lunga migliore per dialogare spiritualmente, dolce ed efficace, paritetico e orizzontale: affabulare fra affabulatori. In fondo, siamo una specie narrante. Storie, dunque, da indirizzare come fragili barchette verso l’abisso insondabile della Rete. Nella speranza di dare peso a ciò che non ne ha. Di accordarsi da lontano sulla stessa nota del Diapason, magari scambiandolo per il Daimon che, accucciato vicino a noi sulla scrivania, ci guarda imperturbabile ed enigmatico. Storie, racconti, riflessioni estemporanee, echi di cronaca, commenti, spunti per discutere, approfondire, conoscere. Senza limiti se non la decenza e la prova di auto sopportazione. Senza limiti nella scelta dei temi: dall’arte alla letteratura, dal costume alla politica, dalla malattia alla salute, dal male al bene, dl basso all’alto. Insomma, da Montaigne, quando sostiene che l’uomo porta in sé la forma intera dell’umana condizione, ad una effervescente discussione sulle mutande della signora Elsa.

Chi di voi ama narrarsi può mettere il suo messaggio nella bottiglia, entrando nell’apposita sezione dedicata agli ospiti del sito. Viene garantito, se richiesto, l’anonimato. Chi vuole solamente leggere lo faccia, ricordando quanto diceva Antonio Trabucchi: “ascoltare e raccontare sono un po’ la stessa cosa”. Il blog non prevede luoghi di discussione perché essi degenerano inevitabilmente in caciara. Non dobbiamo dimenticare che esiste l’arte del narrare, ma anche quella del silenzio. Spesso io apprezzo quest’ultima.

 

L’immagine riproduce un’opera di Ninconanco