Una giornata di sapori e profumi

Paesaggio salentin
Paesaggio salentino

Mattinata fresca, un lieve alito di vento ad accarezzare il bosco vicino, la terra umida che odora, la fragranza del caffè’ che borbotta e sibila.

Poi, nel bosco, da un termitaio un odore di acido formico, in una radura l’erba calpestata che sotto il sole esala di odori notturni, di selvatiche soste, di urina, misteriose gli uni e l’altra, come una mandria di unicorni, che sfilano in ranghi di geometrica bellezza, o ippogrifi che si involano contro le stelle.

Verso mezzodì, nella cucina affaccendata, la ciambella che profuma tiepida, i fiori di zucca che palpitano ancora di sole, la tavola che sembra un orto profumato su cui riluce il cristallo dei calici dorati. Scoccano dodici rintocchi della chiesa di V…..

In questo sereno idillio si insinua sottile, come una macchia, la provvisorietà della bellezza.

Mi imbatto nelle pagine de La cognizione del dolore di Gadda che stordiscono come un vino forte, cui non si è abituati: “Viva delle sue speranze, ella si rivolgeva agli anni della vita, interrogava con il fiore fremente della persona il caldo alito del futuro.”

Che fai, che dici ?quando il futuro è invaso dal passato, hai finito di sperare e non ti rimane che il ricordo che ti si staglia davanti, agitando l’ombra come fuochi fatui, svelando la finzione e l’inganno in fondo a tutto. Che fai, che dici?

Ti siedi e mangi, rispondi al brindisi per cortesia, magari un po’ di ebrezza ti alleggerirà e penserai a quei tempi lontani che a te solo sembrano vicini, ma che altri ignorano, a come nella moltitudine ogni viso si perde, ogni nome diviene anonimo; una traccia, una scia, poi più nulla. T.E. Eliot, in una sua lirica dice: la farfalla che vive un solo giorno è già vissuta per l’eternità. Ecco, oggi questa giornata è per me l’eternità.

 

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