VEGANI

 

CARNIVORI O VEGANI? FALSO DILEMMA SECONDO IL NUTRIZIONISTA LUCA  AVOLEDO, AUTORE DEL LIBRO NO VEGAN NON TUTTO CIO’ CHE E’ VERDE E’ MEGLIO: UNA DIETA EQUILIBRATA E’ CIO’ CHE SERVE, PERCHE’ L’ESTREMISMO A TAVOLA NON PAGA, NEANCHE NEL MILLENNIO DEL WELLNESS. 

In appendice dove trovare i 12 comandamenti contro il cancro in un video di Franco Berrino

 

 

LUCA AVOLEDO
LUCA AVOLEDO Lo scrittore e nutrizionista Luca Avoledo

Luca Avoledo è un uomo dotato di un gran fegato, e non dipende solo dal fatto che è un nutrizionista tra i più stimati del Paese oltre che un titolato naturopata. No, Avoledo ha del fegato perché ha appena dato alle stampe un libro intitolato No Vegan (Sperling & Kupfer) nel quale smentisce una per una le bugie e le «fake news» che circolano a proposito del veganisimo. Lo ha fatto a suo rischio e pericolo, poiché conosciamo bene l’ atteggiamento aggressivo di alcune frange estreme della setta vegana.

LUCA AVOLEDO - NO VEGANCi vuol del coraggio, dunque, per contestare «il tentativo, più o meno orchestrato e a cui i media fanno frequentemente da acritica cassa di risonanza, di convertire il mondo alla scelta vegana. Un tentativo, contrariamente a quanto si crede, non supportato da sufficienti evidenze scientifiche, quando non addirittura condito da imprecisioni, approssimazioni, distorsioni».

Avoledo ci spiega che «si sta realizzando quello che il mondo vegano sogna da anni.”

L’ obiettivo del veganismo – che è nato circa 70 anni fa – è quello di diffondersi a livello mondiale. I vegani mirano ad eliminare la sofferenza animale, dunque non si accontentano della scelta individuale. Non basta che il singolo rinunci alla carne: bisogna che tutti lo facciano. Dunque ci vogliono il proselitismo e l’ evangelizzazione. Ci vuole la crociata».

la dieta vegana pericolosa in gravidanzaPerché questo sogno vegano si sta realizzando proprio ora?

«C’è un insieme di elementi congiunturali che facilitano la realizzazione del sogno. Talvolta si tratta anche di manipolazioni mediatiche. Prendiamo il caso del comunicato rilasciato dall’ Organizzazione mondiale della sanità nel 2015, che è stato male interpretato per demonizzare la carne.

Un altro elemento è stato il successo del libro The China Study. In quel libro c’è tutto ciò che i vegani volevano che qualcuno dicesse, in chiave più o meno scientifica. Poi, senz’altro, ha avuto un ruolo straordinario l’ esplosione dei social network, che ha permesso a individui isolati di entrare in contatto e fare gruppo, e ha consentito di veicolare idee e fare di fatto propaganda».

VEGANESIMONon crede che abbia giocato un ruolo anche la nostra ossessione per il salutismo, che ci porta a credere che il veganismo sia più «naturale»?

«È un altro degli elementi congiunturali. Qualcuno dice che viviamo nel “millennio del wellness”, abbiamo soddisfatto i bisogni primarie e possiamo pensare alla qualità del cibo, alla salute e al benessere. Senz’altro c’ è un’ attenzione al cibo mai vista in precedenza.

E parte dell’ industria alimentare cavalca in maniera molto intelligente questo fenomeno.

Hanno scoperto che basta mettere fogliolina verde o una V sulla confezione di un prodotto per venderne tre volte tanto. Più in generale c’ è la percezione che il cibo vegano sia più sano e molte persone in questo momento si rivolgono al veganismo per cercare caratteristiche di naturalità che esso, in realtà, non ha».

bambini vegani 1Non è detto che un alimento vegano sia più naturale di uno non vegano o faccia meglio.

«Un conto è mangiare mele e lenticchie un altro è mangiare prodotti che sono magari biologici e vegani ma sono anche, a tutti gli effetti, cibo spazzatura. Le patatine fritte e la cola, per dire, sono vegani. Ma non sono esattamente salutari».

Perché la dieta vegana non è più sana rispetto a una non vegana?

«Che la dieta vegana sia più sana è un luogo comune abilmente alimentato dai vegani.

C’ è un’ ampia letteratura scientifica in materia, nel libro cito esempi per circa 40 pagine. Intendiamoci: la dieta vegana ha dei pregi. Ma una dieta onnivora ben fatta ha gli stessi pregi senza avere i rischi».

VEGANICi sono anche studi, però, che dimostrano le virtù della dieta vegana…

«Certo. Di solito, però, paragonano la dieta vegana alla dieta tipica dell’ americano medio, quella che si chiama Standard american diet, che è la peggiore al mondo. Molti studi citati dai vegani, se non la maggior parte, sono basati sull’ americano medio o sull’ inglese medio. Se si paragona uno che ha eliminato il junk food e mangia frutta, vegetali e cereali a un obeso che vive nel fast food, è chiaro che la dieta del primo risulta migliore.

Ma se si paragona una dieta vegana molto curata e correttamente integrata (perché la dieta vegana prevede necessariamente integratori alimentari, e già questo rende l’idea) a una dieta onnivora fatta bene, non si riscontra differenza di mortalità o morbilità. E la dieta onnivora presenta ci sono molti meno rischi di carenze alimentari».

Quali sono questi rischi?

vegani«La dieta vegana è intrinsecamente carente di vitamina B12, che è essenziale e si trova nella carne, nel pesce, nei crostacei e nei molluschi. Chi vuole avere una dieta vegana, deve assolutamente ricorrere a integratori o comprare cibi fortificati. Poi ci sono altri rischi che riguardano nutrienti meno rappresentati nella dieta vegana, per esempio la vitamina D. È già è difficile trovarla per l’ onnivoro, per il vegano è inarrivabile. Poi il calcio, lo zinco, alcuni omega 3 che si trovano solo nel pesce. Le carenze di questi nutrienti possono portare rischi a 360 gradi: dall’ anemia all’ osteoporosi fino a danni neurologici, che possono riguardare i bambini e avere effetti permanenti».

Ha parlato prima di junk food vegano. Si riferiva anche ad alimenti come il seitan e il tofu?

cruciani con il salame anti vegani
Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara su Radio 24

«Il seitan è pieno di glutine, e per qualcuno potrebbe risultare molto allergizzante. Ma né il seitan né il tofu per me sono junk food. Per cibo spazzatura mi riferisco per esempio a quello che negli Usa chiamano “Frankensoy”: i derivati della soia iper lavorati, gli spezzatini di soia, tutte le lavorazioni che imitano la carne e che sono spesso brutalmente industriali».

E il cosiddetto latte di soia?

«Si può contemplare nell’ alimentazione. Bisogna fare attenzione alle aggiunte, spesso contiene sale, zucchero, alcuni tipi di olio. Ribadisco il concetto: non basta che un cibo sia vegano o biologico per essere sano».

Mi pare di capire che rischi soprattutto chi affronta la scelta vegana in modo superficiale, convinto di dimagrire o di alimentarsi più naturalmente.

VEGETARIANI VEGANI«Il problema è proprio questo. Il mio libro è un antidoto a certa superficialità di comunicazione che gira intorno al mondo vegano. Si può scegliere di essere vegani. Ma serve molta cura. Servono integratori, un apporto del nutrizionista… Oggi però la scelta vegana viene fatta passare come una cosa facilissima anche se non lo è affatto. Ho affrontato molti casi di adolescenti che eliminano di colpo la bistecca e così facendo si mettono in grossi guai. Dire che la dieta vegana è semplice e che copre tutti i fabbisogni nutrizionali lo trovo irresponsabile. Internet è un grande veicolo di informazione ma è anche responsabile di tante notizie false. Non è vero che la carne fa male, come scrivono tante persone. Si può fare tutto, anche essere vegani. Ma bisogna essere informati in modo da fare una scelta consapevole».

Non teme la reazione dei vegani?

«Le dico solo questo. Negli ultimi giorni ho cominciato a fare un po’ di promozione al libro sul mio sito. In pochissimo tempo ho ricevuto circa 300 commenti furibondi di sconosciuti vegani. Non hanno nemmeno letto il libro e mi hanno scritto con toni aggressivi, violenti. Sono certo che per il solo fatto di aver scritto questo libro susciterò polemiche e malumori. Ma sono anche certo che sia un libro necessario».

Intervista a cura di Riccardo Torrescura per “la Verità”

http://www.beppegrillo.it/2014/12/passaparola_i_12_comandamenti_contro_il_cancro_prof_franco_berrino.html

 

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