Applausi e pernacchie, by Geppetto

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Il Guardiasigilli Andrea Orlando

 

Geppetto

 

Matteo Renzi sembra avere perso il fiuto per l’opinione pubblica. Non capisce più cosa vogliono gli italiani. In questo stato è facile sbagliare i tempi e i modi che, non solo in politica, fanno spesso la differenza fra l’applauso o una pernacchia. Superata, per il momento, l’insidia della depenalizzazione del reato di clandestinità, ora sul suo cammino si profilano problemi  che sono altrettanti nervi scoperti della gente. Ancora una volta è il codice penale all’ordine del giorno del governo. Guarda caso un lungo elenco di depenalizzazioni che vengono dal ministro della giustizia, quel Andrea Orlando che meno renziano non potrebbe essere, un personaggio defilato e in apparenza minore, e che in veneto sarebbe detto “bronza coverta” (tizzone coperto). Certo un tizzone non è un incendio, ma prova tu ad avvicinarlo a della polvere da sparo!

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Matteo Renzi e Andrea Orlando, conferenza stampa di presentazione riforma giustizia

L’opposizione è chiamata a nozze, sentite cosa scrive Paolo Bracalini per “il Giornale”:  “C’è un clandestino beccato a guidare senza patente che dopo aver parcheggiato si mette a girare nudo per strada mentre a casa coltiva la cannabis: ma in tutto ciò non viola neanche un reato, anzi potrebbe quasi mettersi in lista per una stepchild adoption (letteralmente l’«adozione di un figliastro»), insieme al suo compagno dello stesso sesso.

Siamo nel nuovo mondo del diritto renziano, anche se la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina è stata rinviata per mancanza di consenso popolare alla proposta (ma Renzi e il Guardasigilli lo considerano «inutile»). Le altre innovazioni giuridiche, invece, sono passate o sono in corso di approvazione al prossimo Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di semplificare la giustizia penale e sgombrare gli uffici giudiziari ingolfati di faldoni. Le pene dunque si trasformano in multe, anche salate, ma comunque difficili da digerire per gli alleati centristi di Renzi, quelli di Ncd, già abbastanza in difficoltà con le adozioni gay per dover ingoiare anche la cannabis libera e altre depenalizzazioni previste da Palazzo Chigi.”

Semplificare la giustizia penale e decongestionare le carceri, questi gli obiettivi del Guardasigilli. Ok, potremmo starci, chi vuole che un processo duri 10 anni, che la metà dei detenuti marcisca mesi in carcere un attesa di giudizio per poi essere dichiarati innocenti, chi auspica che finanziari disinvolti la spuntino sempre per prescrizione del reato continuando a rubare, ecc. ecc.?

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Ma appunto il modo e i tempi, dicevo. La crisi economica e l’ondata migratoria hanno aggravato il senso di insicurezza dei cittadini, le condizioni di vita nella città sono sempre più degradate, ogni regola, ordine e pulizia sembra travolta. L’idea dominante, giusta o sbagliata, ma per me è giusta, è che siamo al “si salvi chi può”. Altro che gufi, vedo intorno a me persone che pensano solo a se stesse e al proprio tornaconto, chiuse in autodifesa, fragili e impaurite. Credo di non sbagliarmi se dico che questo è il momento peggiore per spargere indulgenza e mettere in campo, anziché il carcere, multe salate, ritenendo siano un deterrente maggiore. Ma chi le paga? E quando? Non è che poi allo Stato costa di più la spesa per il recupero? Dobbiamo affidare la sicurezza delle case e nelle strade al ghigno rapace di Equitalia?
Ma anche l’esame dei reati da depenalizzare, che sono parecchi, fa storcere il naso. Prevede attualmente il Codice penale che rischia un mese di reclusione «chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza».  D’ora in avanti, invece, non più. Scrive Bracalini: “Chi si denuda in pubblico o fa sesso per strada non sarà più incriminato per quel reato, che viene appunto depenalizzato, ma punito con una multa molto più alta, da 5mila 10mila euro contro i 216 miseri euro di prima. Una cattiva notizia per i vari esibizionisti e maniaci in circolazione, oppure buona (niente più arresto), dipende dai punti di vista.”

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Scena di sesso per strada

La depenalizzazione della cannabis, voluta dalla sinistra del PD e da qualche ex radicale, appare a me una sorta di ricaduta di malattia infantile, un capriccio che qualcuno si toglie in vecchiaia per sentirsi di nuovo giovane. Siano nella storia della psicoanalisi piuttosto che di quella del costume.

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Lavoratori giornalieri clandestini

Ecco un’altra incomprensibile depenalizzazione: la guida senza la patente. Finora era considerata reato penale, con ammenda fino a novemila euro. Scrive Bracalini: “La rivoluzione stradale renziana invece rottama il reato: niente più processo per il furbo che guida auto o moto o Tir senza avere mai fatto l’esame di guida, ma una sanzione amministrativa da 5mila a 30mila euro (se però si viene beccati due volte in un biennio a c’è l’arresto fino a un anno e il calcolo della recidiva)”. Pensate che chi guida senza patente sia meno irresponsabile di chi lo fa in stato di ebrezza? Che sia più esperto e affidabile il primo (non si capisce allora perché l’esame di patente) rispetto al secondo? Ebbene, nel primo caso illecito amministrativo, nel secondo reato e ritiro della patente fino a due anni.

guida-ubriacoAncora: la lotta al lavoro nero e agli infortuni sul lavoro (tanto più frequenti e gravi quando è illecito) è più efficace depenalizzando il reato di omissione dei contributi assicurativi e previdenziali obbligatori?

Infine, mi piacerà leggere il testo definitivo di modifica del reato di abuso della credulità popolare. Non è che vogliono alleggerire la posizione dei banchieri  delle quattro banche popolari che hanno rifilato ai risparmiatori titoli spazzatura? Più credulità popolare  e raggiro di quello!