79 ANNI E NON SENTIRLI – MERCOLEDÌ SI ALZA IL SIPARIO SULLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA CON IL SOLITO CIARPAME DI MORTI DI FAMA PRONTO A SFILARE SUL TAPPETO ROSSO – MOLTI I DEBUTTI E ALTRETTANTO NUMEROSI I RITORNI: ANA DE ARMAS SARÀ MARILYN MONROE IN “BLONDE”; IL RUOLO DI BRENDAN FRASER NEL NUOVO FILM DI DARREN ARONOFSKY “THE WHALE” È STATO GIÀ ACCOLTO COME UN RITORNO DEGNO DI UN PREMIO; E CATE BLANCHETT INTERPRETA UN FAMOSO DIRETTORE D’ORCHESTRA IN “TAR” – OCCHI PUNTATI SUI PREMIATI, VISTO CHE ORMAI VENEZIA È IL TRAMPOLINO DI LANCIO PER GLI OSCAR… – VIDEO-

BONES AND ALL

Le più grandi star del cinema sembrano brillare un po’ di più alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che inizia questa settimana. Che tu sia una celebrità sul tappeto rosso o uno spettatore lontano che sogna ad occhi aperti, l’evento è il tipo di occasione che accende l’immaginazione.

Per la regista e attrice Olivia Wilde, il sogno di Venezia si è realizzato nel suo nuovo film, “Don’t Worry Darling”: «Per me, un film di Venezia è un film che abbraccia davvero tutto ciò che è ambizioso, romantico e bello del cinema. E questo film è davvero una lettera d’amore per il cinema». L’elegante thriller psicologico con Florence Pugh e Harry Styles nei panni di una coppia perfetta in una comunità sperimentale del dopoguerra farà il suo debutto mondiale fuori concorso il 5 settembre.

DON’T WORRY DARLING

Styles, Pugh e Wilde sono solo alcune delle star che dovrebbero sfilare sul tappeto rosso.

La loro presenza, insieme a quella di Catherine Deneuve, Hugh Jackman, Tilda Swinton, Penelope Cruz, Thimotée Chalamet e molti altri, aiuta a trasformare il Lido in un crogiolo di glamour, fantasy e cinema sull’Adriatico.

BLONDE

Il festival di quest’anno è ricco di film attesissimi: Ana de Armas farà il suo debutto nel ruolo di Marilyn Monroe in “Blonde” di Andrew Dominik; Il ruolo di Brendan Fraser nel nuovo film di Darren Aronofsky “The Whale” è stato già accolto come un ritorno degno di un premio; e Cate Blanchett interpreta un famoso direttore d’orchestra in “TAR”, il primo film del regista Todd Field in oltre 15 anni.

Il festival, iniziato nel 1932 e arrivato alla sua 79a edizione, inizia ufficialmente mercoledì sera con la prima dell’adattamento di Noah Baumbach del romanzo fondamentale di Don DeLillo “White Noise”, con Adam Driver e Greta Gerwig.

TAR

“White Noise” è uno dei quattro film Netflix che spera di fare un salto di qualità al festival, che è un trampolino importante non solo per il servizio di streaming, ma per tutti i aspiranti concorrenti agli Oscar. L’ultimo film di Baumbach a Venezia, “Marriage Story”, ha ottenuto sei nomination all’Oscar e ha vinto una statuetta una con Laura Dern, che quest’anno tornerà anche in “The Son” di Florian Zeller.

Field, Baumbach, Aronofsky e Zeller sono anche tra i registi con un buon track record agli Oscar che faranno la loro prima tappa a Venezia in competizione: c’è anche il dramma sull’amicizia di Colin Farrell e Brendan Gleeson di Martin McDonagh “The Banshees of Inisherin”; la commedia di Alejandro G. Iñárritu “Bardo, or False Chronicle of a Handful of Truths”; e la storia d’amore cannibale di Luca Guadagnino ” Bones and All “, che riunisce il regista italiano con Chalamet.

THE WHALE

Ci sono anche due debutti dei documentaristi Frederick Wiseman (“Una coppia”) e Alice Diop (“Saint Omer”) che sono tra i 23 film in lizza per il Leone d’Oro. L’ambito premio sarà deciso da una giuria guidata da Julianne Moore e sarà dato alla chiusura del festival il 10 settembre.

Venezia potrebbe non tirare fuori il vincitore del miglior film, ma è diventato un trampolino di lancio affidabile per l’eventuale vincitore come miglior regista, visto che solo nell’ultimo decennio ne ha “azzeccati” nove, inclusa la vincitrice del Leone d’argento Jane Campion all’inizio di quest’anno.

NOAH BAUMBACH

Quest’anno il festival punta i riflettori sia sulla guerra in Ucraina, con una giornata dedicata e la prima del documentario di Evgeny Afineevsky sulla guerra, sia sulla difficile situazione dei registi perseguitati in tutto il mondo, come il regista iraniano incarcerato Jafar Panahi il cui film “No Bears” è tra i titoli in concorso. Ma in vista ci sono anche potenziali polemiche: Venezia ospiterà la prima di “Call of God”, del defunto regista sudcoreano Kim Ki-duk, che è stato anche accusato di violenza sessuale.

WHITE NOISE

Ma dopo due edizioni sottotono per via del covid, si respira eccitazione. La Mostra del Cinema di Venezia è il tipo di luogo che incanta sia che tu sia un principiante o un veterano del settore.

Forse è il romanticismo del Nord Italia o il senso dell’occasione che deriva dall’essere parte del festival cinematografico più antico del mondo. Potrebbe essere il desiderio di fare un salto di qualità per dire addio alla  stagione cinematografica estiva e dare il benvenuto a quella autunnale. O forse è la deliziosa imprevedibilità di un festival che un anno assegna il suo primo premio a “Joker” e un altro anno a “Happening”, un piccolo dramma francese sull’aborto.

Estratto dell’articolo di Lindsey Bahr per AP