INCENDI IN CALIFORNIA: I FUMI ARRIVANO IN EUROPA

La drammatica sequenza di incendi che hanno flagellato la costa ovest degli Stati Uniti ha, per la prima volta, evidenziato conseguenze anche in Europa: lo rivelano i dati del servizio Copernicus Gli Stati Uniti bruciano, dall’Oregon alla California – dove sono attivi 37 roghi – la situazione è drammatica e mobilita l’intervento di oltre 17mila pompieri che, da giorni, stanno lavorando senza sosta.

Con danni ingenti – 34 vittime già accertate, oltre 60mila persone evacuate e un’area grande quanto lo stato del Connecticut andata in fumo dall’inizio dell’anno. E ora, attraverso i dati del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio da parte della Commissione Europea, viene alla luce che questi incendi sono significativamente più intensi rispetto alla media 2003-2019 per l’intero Paese e per gli Stati colpiti.

Il servizio Cams, che tiene sotto controllo quotidianamente giornalmente gli incendi nel mondo utilizzando osservazioni satellitari basate sulla loro intensità, per stimare le emissioni di inquinanti atmosferici, ha tracciato il lungo raggio di trasporto del fumo fino a 8.000 chilometri di distanza, verso il nord Europa. Gli incendi che stanno bruciando in California da metà agosto, in Oregon e Washington dalla metà di settembre, hanno emesso una grande quantità di fumo denso che ha colpito una vasta area.

Nelle prossime settimane gli scienziati di Cams continueranno a monitorare l’intensità degli incendi e del fumo rilasciato. Spiega Mark Parrington, Senior Scientist ed esperto di incendi presso Cams, “la portata e l’entità di questi incendi sono ad un livello molto più alto di quelli registrati nei passati 18 anni secondo i nostri dati raccolti dal 2003. Un buon indicatore della densità del fumo è la profondità ottica dell’aerosol (Aerosol Optical Depth, Aod). Negli Stati Uniti occidentali, abbiamo notato che i livelli di Aod hanno raggiunto valori molto alti, di sette o più, che sono stati confermati da misurazioni indipendenti al suolo. Per mettere questi dati in prospettiva, un Aod di uno indicherebbe già molti aerosol nell’atmosfera. Il monitoraggio delle condizioni atmosferiche di Cams è vitale in situazioni come queste e fornisce ai responsabili delle decisioni e ad altri individui le informazioni necessarie per fare scelte consapevoli riguardo alla propria salute e alla salute degli altri“.

Temperature estive sopra la media Lo stress termico è stato molto elevato, come rilevato dal servizio europeo Copernicus che ha registrato lo scorso agosto come il quarto più caldo di sempre, con temperature particolarmente sopra la media nel sud-ovest degli Stati Uniti d’America, nel nord del Messico, nel nord-ovest della Siberia e sulla maggior parte dell’oceano Artico. Le temperature dell’aria sopra l’oceano sono state per lo più sopra la media, sebbene nell’emisfero Australe numerose regioni abbiamo registrato temperature al di sotto della media. In Europa l’estate ha registrato temperature di 0,9 gradi centigradi al di sopra della media, ben al di sotto della media dei periodi estivi più caldi registrati nel 2003, 2010, 2018 e 2019. Diverse ondate di caldo hanno causato temperature molto più alte della media in Europa centrale e occidentale, mentre il numero di giorni con stress termico categorizzato come molto forte è stato simile a quello dell’estate 2019 e minore di quello dell’estate del 2003. Entrambi gli anni hanno registrato intense ondate di caldo nella stessa regione.

Articolo apparso a cura della redazione su Green Planner – Fonte: Servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus,