ISTANTANEE DELL’ESTATE

LA GRANDE SCOMMESSA E UNA SCENA D’ALTRI TEMPI. SI CHIUDE AGOSTO DOPO L’ABBUFFATA OLIMPICA, IL BRUTTO RISVEGLIO DEL TERREMOTO, L’ AMATRICIANE DI SOLIDARIETA’, I SOLITI SBARCHI, IL PIL INCHIODATO, LA RAGGI BAMBOLINA CHE BAMBOLEGGIA.  

COSI PARLA GEPPETTOGeppetto

 

 

Una notizia e una scena per chiudere un agosto noioso e piovoso (almeno dalle mie parti). A parte il terremoto in Centro Italia, di cui avremmo preferito non sentire mai niente e non piangere i tanti morti fra le macerie. Ai colpiti solidarietà e auguri di speranza per una rapida ripresa.

 

Marchionne luiss

 

Una notizia e una scena, diccvo. Per l’una e per l’altra dobbiamo parlarvi di lui: Sergio Marchionne, presidente e amministratore di non so quante società. Uomo rappresentativo, dunque, non uno che passa per la strada.

Il 27 agosto è alla LUISS di Roma, deve premiare i vincitori del Rotman European Trading Competition.

Dopo i convenevoli su FCA e Ferrari, dice ai giovani: “Fate i conti con la vostra coscienza”. Ohibò! Non è più il pescecane senza scrupoli che ama descrivere la Camusso?

Invece Marchionne fa sul serio, e questa volta si fa capire fino in fondo (non è un affabulatore nato, più che parlare si sente a suo agio a comandare, a fare). Sentite:” Non possiamo demandare al mercato la creazione di una società equa”. Fin qui, liberisti di Wall-Street e pianificatori statalisti di qualche ex repubblica russofona, possono trovarsi. Ma Marchionne si spinge più avanti, passa al giudizio: “i mercati non hanno morale, non hanno coscienza, non sanno distinguere fra cosa è giusto e cosa non lo è”.  Attribuire morale e coscienza a soggetti impersonali, per quanto reali, anzi realissimi, è rischioso. Ma se non si parla ai giovani col cuore in mano, con chi?

 

marchionne matteo

 

Morale e coscienza sono argomenti scivolosi da trattare, specie per un imprenditore globale. Ci vuole del coraggio, o rocciosa determinazione, quella che non manca a Marchionne, anche per il dna delle origini: l’ironia presa dal padre e la determinazione della madre Maria, profuga istriana. Probabilmente gli tornano alla mente, come ricordo adolescenziale, le parole del padre Concenzio, un abruzzese di Cugoli, maresciallo dei carabinieri (Sergio per i Caramba o la Pula ha una venerazione).

“La vita umana non è una merce, il profitto oltre un certo limite diventa avidità….” Chi si sente di dargli torto? Ma quante volte le abbiamo sentite dire? Anche il regista Oliver Stone è riuscito ad infilare un severo sguardo sull’avidità degli affaristi nel suo film Wall-Street.

 

matteo ferrari

 

Ma Marchionne completa il suo pensiero, evitando sofismi filosofici, da manager e imprenditore qual’ è. Di fronte ai giovani premiati non si traveste da filosofo esistenzialista, ma terra terra dice che, ferma restando la libertà di mercato (che poi vuole dire di chi vi opera), bisogna comportarsi non da persone avide perché alla lunga un siffatto mercato “mette a repentaglio la prosperità”. Per la smodata voglia di pochi ad arricchirsi si diventa poveri tutti. Il suo ragionamento non sconfina di campo, rimane sul suo terreno Marchionne, né si atteggia da moralista. Dice ai giovani: fare giochi sporchi e perseguire il vostro solo profitto speculativo non vi conviene. Unire libertà individuale (di fare) a responsabilità sociale (impegno etico collettivo) pare di capire sia l’equilibrio suggerito da Marchionne. Bisognerebbe spiegarlo al Mercato Globale, e qui la vedo difficile. Chissà se, in questi anni di impegno in FIAT ora FCA, Marchionne ha trovato il tempo, davanti ad un aperitivo, di impartire al giovane Elkann la lezione. Come erede degli Agnelli, che certo non brillavano per filantropia e impegno sociale, forse ne avrebbe bisogno.

 

marchionne merkel

 

Per quanto riguarda la scena, è quella in pompa magna fra le mura della Ferrari in Maranello. Bandiere che garriscono al vento, picchetto d’onore fra gli inni italo-germanici. Dall’ingresso non spuntano Hitler con a fianco Mussolini in orbace, ma la Merkel, che avanza impettita, chiusa nel suo abbigliamento giacca/pantalone d’ordinanza (rinnovarsi il guardaroba e, magari le idee, no?).

 

maranello cerimonia

 

Anche Marchionne veste d’ordinanza: il solito maglioncino blu, con quel caldo! In fila come scolaretti per la consegna del diploma. Stretta di mano, un breve scambio di benvenuto, con lui un indugio un po’ più lungo degli altri, mentre con Elkan per vedere il saluto bisogna usare la moviola. L’amico Renzi ha preparato tutto con attenzione, tutto calibrato. Se la cancelliera annuncia che darà i soldi per ricostruire una scuola, Sergio non è da meno: in palio una Ferrari, base d’asta un milione di euro. Gli sceicchi arabi e i magnati russi già in linea.

 

m e m

 

Peccato, proprio un peccato, quel saluto affettuosissimo di Anghela a Leo. Quella stretta, quel vezzeggiarsi, quasi a scodinzolare come fra vecchi amici. Leo ha tolta un po’ la scena a Sergio e Matteo, diciamocelo. Ma d’altra parte, poteva mancare il cane che è diventato un eroe, frugando fra le macerie del terremoto di Amatrice?

 

https://www.youtube.com/results?search_query=cane+leo+amatrice

 

 

 

 

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