LA VITA ETERNA

I suoi romanzi vendevano più di quelli di Charles Dickens e finivano persino tra le mani della regina e del primo ministro d’Inghilterra. Già, Marie Corelli è stata la scrittrice preferita della regina Vittoria e anche Gladstone ne andava pazzo tanto che andò a trovarla personalmente. L’adorava pure Oscar Wilde. La critica invece la snobbava o la giudicava ferocemente arrivando a definirla “una donna di deplorevole talento”. Ma a Marie non importava, era sicura di essere un genio. (dall’articolo di Sara Mostaccio, apparso su Elle)

Dal prologo del romanzo La vita eterna pubblichiamo uno stralcio sul significato della conoscenza e della vita, nella traduzione inedita dall’inglese di Lisa Spada.

“…..Nonostante la vostra possibile indifferenza, spesso vera inerzia, non posso comunque ignorarvi, tenendomi la mia pace e il mio conforto per me stessa senza almeno offrirveli. Molti di voi sono molto tristi, e io invece vorrei che foste felici.

Il vostro modo di vivere è gretto e insoddisfacente, i vostri famosi “piaceri” vi conducono ad una confusione inaspettata e dolorosa, le vostre idee su cosa è meglio per il vostro benessere o per il vostro avanzamento cadono ben al di sotto dei vostri sogni, i vostri divertimenti soccombono ai vostri sensi sfiniti, la vostra giovinezza corre via come un soffione nel vento, e voi spendete tutta la vita febbrilmente, perché cercate di vivere senza aver compreso la Vita.

Marie Corelli

La Vita, la prima di tutte le cose, l’essenza di tutte le cose; la Vita che è vostra perché la custodiate e proteggiate, perché la possiate RICREARE di continuo dentro le vostre persone; questo prezioso gioiello voi lo gettate via, e quando non lo possedete più a causa delle vostre stesse azioni, pensate che questa fine era necessaria e inevitabile.

Non mi sono mai sposata perché non ce n’era bisogno. Ho in casa tre animali che rispondono allo stesso scopo di un marito. Ho un cane che ringhia ogni mattina, un pappagallo che giura tutto il pomeriggio e un gatto che torna a casa tardi la notte.

Poveri mortali infelici! Così limitati, così orgogliosi, così ignoranti! Come un volgare pazzo non riconosce la differenza fra un diamante e un pezzo di vetro, così voi, mentre l’intero Universo vi scorre intorno in grandiosi circoli benevoli di protezione, manifestando così il suo potere difensivo e ri-creativo – potere che anche voi potreste usare e controllare- immaginate che l’intero Cosmo sia il mero disegno di un Caso cieco e inconsapevole, e che la Vita Divina che risuona dentro di voi non abbia altro scopo che condurvi alla Morte!

E cosa incredibile e pietosa, questa blasfemia, questa follia potrebbero prevalere, e l’umanità potrebbe finire per attribuire all’Onnipotente Creatore meno saggezza e amore di quanto Lui stesso abbia dotato le Sue creature. Perché la prima lezione all’inizio del percorso di conoscenza è che la Vita è essenzialmente l’Essere di Dio, e che ogni individualità intelligente che fuoriesce dalla Vita non può morire, come Dio stesso……”