L’arte della distillazione

        (Appunto per il libro  “Spirito divino”)

“ Distillare è bello. Prima di tutto, perché è un mestiere lento, filosofico e silenzioso, che ti occupa ma ti lascia il tempo di pensare ad altro, un po’come l’andare in bicicletta. Poi, perché comporta una metamorfosi: da liquido a vapore (invisibile) e da questo nuovamente a liquido; ma in questo doppio cammino, all’in su e all’in giù, si raggiunge la purezza, condizione ambigua e affascinante, che parte dalla chimica e arriva molto lontano. E finalmente, quando ti accingi a distillare, acquisti consapevolezza di ripetere un rito oramai consacrato dai secoli, quasi un atto religioso, in cui da una materia imperfetta ottieni l’essenza, l’<usìa>, lo spirito, ed in primo luogo l’alcool, che rallegra l’animo e riscalda il cuore” (Primo Levi Il sistema periodico, Einaudi, pag. 60)

Da approfondire, nel libro, con citazioni letterarie e iconografia adeguata, perché ricche di significati e chiavi di lettura:

  • Metamorfosi
  • la condizione ambigua e affascinante della purezza
  • il processo dalla materia imperfetta alla “essenza”