LO SCARFACE DEL GIORNALISMO

9 Feb 2026 | 0 commenti

Il nome, prima di tutto. Un format che promette scoop, rivelazioni, smascheramenti del Potere – che si chiama però “Falsissimo”. Parodia di “Verissimo”, certo, ma anche confessione preventiva, disclaimer che sta già nel marchio. Fossi l’avvocato di Corona partirei sempre da qui: ci avete creduto? Bene. Non era vero? Aho, si chiama “Falsissimo”. Che vi aspettavate?

Se siete appena tornati da Marte, “Falsissimo” è il format che Corona ha avviato un annetto fa con puntate spalmate in più episodi che trovate su Youtube e di rimbalzo su Instagram, Tiktok, Telegram. Dentro c’è di tutto: Garlasco, Gaza, le trombate extraconiugali di Fedez, il calcioscommesse, le baby-gang, la curva dell’inter, Totti & Ilary, la gintoneria di Davide Lacerenza, ecc. Ora è diventato un caso nazionale per via della puntata sull’affaire Signorini – presunti favori sessuali per entrare al “GF” – e un più generale “sistema Mediaset”, come lo chiama Corona. Il business model di “Falsissimo” è il solito di Internet, dal porno a Substack: fino a un certo punto gratis, poi no. Per vedere Claudio Lippi “in videochiamata dalla terapia intensiva”, in un letto d’ospedale, intubato, che racconta “le sue verità”, devi pagare……Va da sé che questa puntata di “Falsissimo” ha fatto il botto. Numeri da record, milioni di visualizzazioni, come in una versione Corona dei fatidici “190 paesi” di Netflix. L’universo Mediaset è il nostro “The Crown”, appunto.

Articolo di Andrea Minuz per Il Foglio

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