Mademoiselle liberté

 

Mademoiselle libertè
Mademoiselle liberté

Questo cartello era affisso sotto i portici dell’università. Ho pensato ad una giovane studentessa, chissà perché. Quel gambo di rosa fatto di filo spinato, sfiorato da due labbra socchiuse, dicono quanto l’amore possa sconvolgere e nel pallore farci morire. Non conoscendo l’autore ho cercato sul web. Vincent Liben, un cantautore francese, ha scritto un testo simile; anche un certo Alexandre Giardin, un prolifico romanziere d’oltralpe, ha prodotto un libro con questo titolo. La scritta è apparsa sotto i portici di via Po dopo i fatti di Parigi (attentato alla redazione di Charlie Edbo del 7 gennaio). Forse qualche suggestione richiama quei fatti. Non è testo facile da interpretare, ma è bello. L’abbandono dopo l’intimità dà il senso dello sforzo costante della riconquista, mentre il pallore mortale che si trasfonde nell’anima della persona libera dice quanto essa sia gracile ed effimera, e in fondo ingannatrice: appunto, un filo spinato al cui fondo cresce un bocciolo di rosa.