MAGA E L’ERA DEI MIRACOLATI

22 Gen 2025 | 0 commenti

Forse Tramp non lo sa, ma fra i suoi fans non ha solo Elon Musk e Giorgia Meloni, ma addirittura San Paolo, quello che, prima della conversione, perseguitava i cristiani come Tramp gli immigrati clandestini.

Da quando, durante un comizio, una pallottola l’ha sfiorato ad un orecchio, Tramp ha cominciato a dire che il Signore l’ha salvato, che è un miracolato, insomma.

San Paolo, di suo ci ha messo poi un carico da novanta: “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio” [….] I governanti, infatti, non sono da temere quando si fa del bene” (Rm 13,1.3a).

Insomma, gli americani l’hanno voluto, l’hanno votato, i magnati ricoperto pure di dollari perché era un predestinato, unto dal Signore. Più che una MAGA un abilissimo prestigiatore, sceso negli inferi in passato e ora risorto, quasi anticipando la parusia; un uomo che entrerà nella storia americana, ma ora, soprattutto, in quella della salvezza del genere umano.

Ha infatti urlato euforicamente durante la cerimonia di insediamento: “Inizia una nuova era, l’età dell’oro dell’America comincia in questo momento». Ed essendo l’America, the first…… la nuova era sarà planetaria.

Solo per i super cigliosi, attardati nelle svolte del ‘900 e visceralmente ostili al nuovo mondo digital-comunicativo e plutocratico, resta un problema aperto: l’obbedienza ai governanti e quindi alla legge è un dovere per tutti, scrive San Paolo ai Romani, ma solo “quando si fa del bene”.

E’ qui le cose si complicano. Secondo il teologo luterano francese Oscar Culmann lo Stato (democratico o dittatoriale che sia), pur essendo in grado di distinguere fra bene e male, spesso nella sua azione concreta trascura di farlo. Gli esempi sono infiniti e attraversano la storia umana. Anzi, ne costituiscono il succo.

Ciò nonostante-ci dice Culmann- per credenti o non credenti, “anche quando il giudizio sul male non è valevole per il cristiano, pure questi deve sottomettersi… perché la funzione esecutiva dello Stato, in mano a queste potenze visibili, sono sottoposte ad un ordine di onnipotenza divina. [ cfr. Rm 13, 3b;1Tm 2,1-2;Tt3.1]. 

Traetene voi le conseguenze e non vi meraviglierete più della rapida involuzione dei sistemi democratici parlamentari, avvenuta nel trascorso ventennio o poco più di questo secolo.

Non so voi, ma trovo i talk shows noiosi e ripetitivi, vocianti e cacofonici, ma dalle ingenuità dei partecipanti emergono preziosi scampoli del miserevole concetto di democrazia politica che il populismo propugna.

La formula semplificata all’osso è la seguente: il popolo vota e delega in bianco; il Capo in testa governa nel senso che decide lui per tutti, magari con un tweet; il Parlamento chiacchera e si annoia, come i commessi di un negozio prossimo a chiudere; giornali, canali tv, social network fabbricano fake news e incassano.

Il sistema non prevede voce alcuna per i corpi intermedi, i rappresentanti di ceti sociali e professionali, gli organi di rappresentanza, gli esponenti di categorie sociali, i sindacati (residuo dell‘800). Tutto tempo perso in mediazioni inutili e snervanti, quando si impongono decisioni immediate per la Patria. Dopo 4 anni si rivota, perché è il popolo che decide, naturalmente, come in Italia, su liste bloccate, per riprendere il sogno dell’età dell’oro dietro l’angolo. Con cappellino rosso in testa e la schiena curva.

Articolo di Geppetto per ninconanco. Con questo numero Geppetto riprende la sua collaborazione al sito.

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