Richard le palle e il mondo

 

 

Richard Swanson
Richard Swanson

La storia di questo americano di Seattle che voleva palleggiare per 16 mila km è da raccontare.

Cosa abbia il potere di smuovere gli uomini ce lo dicono i romanzieri e gli psicologi: l’ambizione, il potere, il denaro, l’amore e la carità, il prendersi cura degli altri. Richard Swanson sarebbe stato bene in un romanzo, ma non a lieto fine; nella vita, infatti, Richard è stato sfortunato. Di mestiere investigatore privato, invasato per il calcio, aveva un suo sogno: regalare un pallone da calcio ai ragazzi poveri del mondo. Il potere di consolazione e di riscatto dello sport lo conosciamo tutti. Fare squadra rincorrendo un pallone a volte è preludio a un diverso grado di socializzazione e di solidarietà. Ottenere questi risultati con pochi spiccioli è un’idea brillante e l’ennesima dimostrazione di cosa può inventarsi il pragmatismo americano. Come facesse Richard a conciliare i pedinamenti con il palleggio o le trasferte della sua squadra del cuore, non lo so. Sospetto che fosse più attaccato al pallone e al suo sogno, piuttosto che alle investigazioni su corna, tradimenti, spionaggio industriale, indagini patrimoniali.  Nella foto che accompagna il suo profilo trovi quello che già ti aspetti: un giocane atletico di circa 35 anni, calzoncini corti, zaino a tracolla, un largo sorriso a illuminargli la faccia abbronzata, l’immancabile pallone sotto il braccio. Per realizzare il suo progetto Richard aveva fondato il One World Futbool Project, e i 16 mila km da percorrere a piedi fino a Rio de Janeiro erano il mezzo per farlo conoscere e trovare adesioni.

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Le spiagge di Lincoln City Oregon
Le spiagge di Lincoln City Oregon

Durante il Medioevo, in cui il tempo per giocare era evidentemente poco, dovendo la gente procurarsi di che vivere, scansando le prepotenze e le malattie, più che sognare, andava di moda il fervore religioso, che un poco ci assomiglia. Affidarsi a Dio e alla sua misericordia era il chiodo fisso dei tanti pellegrini che giungevano per le indulgenze a Roma, risalivano i lidi adriatici o si inerpicavano sulla strada per Santiago di Compostela. Nessuno avrebbe scarpinato così a lungo, fra tante insidie, per un sogno, un atto di solidarietà, un gesto di amore. Erano lussi che allora nessuno si poteva permettere, se non i potenti imperscrutabili, i ricchi stravaganti o le capricciose cortigiane. Nemmeno i religiosi, che infatti se ne stavano, ben protetti e pasciuti, nei loro conventi.

Richard aveva mosso i primi passi il primo di maggio. Era giunto nell’Oregon, seguendo la mitica US Route 101, fino a Lincoln, una piccola cittadina, che si anima d’estate di un turismo popolare e di pensionati e si rintana nell’umido inverno del Pacifico.

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Il settimanale del posto, il The News Guardia, ricorda l’incidente, avvenuto verso le 10 di mattina, lungo la 101 piuttosto trafficata. Un pink-up trunck guidato da un 52 enne, sobrio, ha investito e ucciso Richard che camminava dal lato sbagliato della strada, pare per guardare il mare.

Aveva fatto solo 430 dei 16 mila km che voleva percorrere. Lassù ora potrà farlo senza timore del traffico, guardando l’oceano e le favelas dove i ragazzi non hanno perso la speranza di ricevere un suo pallone indistruttibile.

 

 

 

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