DA BUGLIANO A FRITTOLE

Conscio della più totale inutilità di questa rubrica, per una volta cerco di rendere un servizio pubblico dall’alto valore civico.

Mattia Feltri

Dunque, lunedì il comune di Bugliano, provincia di Pisa, ha avvertito i 49 non vaccinati (su 1324 abitanti) di sapere chi sono e dove vivono e andranno a prenderli. La notizia ha sollevato la più comprensibile indignazione. Vabbè, solo qualcuno si è indignato. I più ci hanno riso sopra perché Bugliano non esiste, tranne che su Facebook dove da oltre due anni si racconta la saga del paesello virtuale dove alla scuola elementare Bava Beccaris situata in via Lenin sono vietate le decorazioni natalizie e l’ingresso alle renne, pur se dotate di museruola. Non molti, ma non pochissimi, ci hanno visto un intollerabile attentato alle nostre tradizioni, e succede ogni volta, quando Bugliano annuncia di avere proibito il sesso ai no vax, di avere introdotto il green pass gold con sconti al supermercato, di avere richiesto i ristori per i mancati introiti dell’autovelox durante il lockdown, di avere emanato un’ordinanza con cui mettere fuorilegge l’uso della parola resilienza, di avere multato per schiamazzi un disabile chiuso in ascensore che urlava aiuto, di avere interdetto l’accesso allo scuolabus a un bambino non vaccinato che, costretto a farsi otto chilometri a piedi, è arrivato a scuola due ore in ritardo e ha preso tre in condotta. Ogni volta c’è chi ci crede e denuncia il vile oltraggio.
Comunque mi arrendo: la rubrica è inutile e ci sarà chi continuerà a cascarci. In fondo il servizio pubblico lo fa già Bugliano, perché ci spiega il mondo in cui l’inverosimile non lo è mai abbastanza.

Articolo di Mattia Feltri, La Stampa, rubrica Buongiorno