IL DESIDERIO SPIRITUALE

Quindi, cosa ti impedisce di incontrare la tua paura, proprio adesso? E cosa  resta della paura quando non c’è più niente fra te e la paura?” Le parole di Gangaji.

“Decenni fa, mentre studiavo medicina cinese, trovai questa citazione ” ogni malattia è in realtà una nostalgia di casa”. Penso ci sia una grande verità in questo. Finche’ non riconosciamo dov’è la nostra vera casa, ci sentiamo sempre un po’ sperduti.

Gangaji

Quando siamo malati nel corpo, desideriamo la salute. Desideriamo che i nostri corpi siano di nuovo integri. Quando siamo malati interiormente, vogliamo pace e stabilita’, quel senso di essere a casa dentro noi stessi, quella liberta’ di essere noi stessi senza finzioni. In circostanze come una guerra, in prigione, o nelle discordie in seno alla famiglia, desideriamo equilibrio, che lo scompenso della situazione si aggiusti, per poter tornare a vivere in pace e armonia.

C’è un desiderio, comunque, che è più profondo del bisogno fisico, mentale o emozionale. Io lo chiamo desiderio spirituale ; perchè anche se sei in buona salute, le tue emozioni sono stabili e hai avuto il dono della libertà fisica, c’è spesso qualcosa di più profondo che continua a chiamare da dentro.  Nessun stato di buona salute può soddisfare questa chiamata. Nessuna stabilità emozionale, relazionale, o del mondo che funziona proprio come tu vorresti, può soddisfare questa chiamata.

Sto parlando del desiderio della vera Casa. E’ un pungolo, una solitudine, una chiamata interiore per qualcosa di piu’, qualcosa che assicuri una pace e un significato veri e duraturi.

Quando incontrai per la prima volta il mio maestro, Papaji (Sri HWL Poonja) ero eccitata all’idea di incontrare qualcuno  che si rivolgeva direttamente a questo mio desiderio. Non dandomi un’altra pratica spirituale, un altro mantra, o qualche insegnamento concettuale. Egli semplicemente mi invitò a fermarmi e a rimanere quieta, ad aprirmi effettivamente a quel desiderio che mi aveva sempre accompagnato. Mi ritenevo una persona contemplativa e introversa. Avevo lavorato su me stessa, sui miei schemi, le mie emozioni e abitudini. Ma non avevo mai considerato di semplicemente fermarmi e aprirmi  a ciò’ che era già lí dentro di me, senza sforzo, come il cuore della mia natura.

Avevo praticato diverse meditazioni, nelle scuole del buddismo tibetano, zen, vipassana e mindfulness. Ma non avevo mai considerato la possibilità, più profondamente e più semplicemente di tutto ciò, di fermarmi a vedere ciò che è sempre stato qui e che è sempre stabile, prima di ogni meditazione, durante e dopo ogni meditazione.

Finalmente capii che la mia ricerca per una maggiore soddisfazione, per piu’ amore, per piu’ pace , per piu’ di qualsiasi cosa a cui io puntassi in quel momento, in realta’ non aveva nulla a che fare con la verita’ di chi io sono. Ero abituata a correggere qualcosa, le mie emozioni, il mio mondo, e non riuscivo ad andare oltre il “mio”.

Forse non tutti hanno questo desiderio per la vera casa, ma so che tu ce l’ hai o non saresti qui. Non staresti leggendo queste righe se la casa gia’ non ti chiamasse.

Spesso rispondiamo a questo desiderio cercando di liberarcene, perchè può essere doloroso o non confortevole. A volte drammatizziamo questo desiderio, ci impegniamo per evitarlo, o lo sostituiamo con gli oggetti del desiderio, per provare a soddisfarlo. Possiamo persino coltivare delle abilità che ci permettano di dissociarci dal desiderio.

Se riconosci che hai dentro di te un desiderio di ” casa”, sappi che esso ti sta invitando a scoprire un grande segreto, il segreto di dove puoi trovare finalmente la vera casa.

Proprio ora, mentre leggi queste righe, puoi sentire un senso di desiderio dentro di te? Di solito interpretiamo questo desiderio  come una prova  che siamo nella condizione di “senzatetto”. Invece , in questo momento, pensalo come la ” chiamata a casa”. Invece di scacciare il desiderio, ti invito a prestare attenzione direttamente al desiderio stesso, e a seguire la chiamata. Non desiderare qualcosa, fai esperienza del desiderio stesso. Dove quella chiamata ti conduce?

Certo potresti sentire altre emozioni oltre a quel desiderio. Lungo la strada verso casa potresti trovare tristezza, rabbia, disperazione. Queste emozioni non sono un problema. Anche loro ti stanno chiamando a casa. Ti puoi aprire ad ognuna di queste emozioni così come ti sei aperto al desiderio. Incontrare direttamente ogni emozione ti porta a casa. Questo è il segreto di praticare direttamente la tecnica delle domande interiori.

E’ sempre un piacere ed un onore per me condividere con voi ciò che il mio maestro ha condiviso con me, e cioè l’ invito a finalmente fermarsi. A distogliere per un momento l’ attenzione dal dover raggiungere la casa, o dal dover vivere nella casa. Semplicemente concedi a te stesso , realmente, di essere la Casa, ovvero di essere ciò che sei. Riconosci te stesso come l’ immobilità, il silenzio, che allo stesso tempo trascende ed è presente in tutto. Questo silenzio è la verità di te stesso. Qui, a casa, c’è la totalità dell’ universo, che è il tuo stesso sè.

Ogni rumore, ogni disfunzione, ogni malattia, tutte le relazioni difficili, le politiche malate, persino tutte le guerre e gli orrori del mondo, non sono mai , in effetti, separati dalla vera Casa. In questa casa, c’è spazio per ogni cosa. Tu sei la casa. Tu sei il vero silenzio, che ha spazio per tutto.

Il silenzio e’ l’ essenza di questo invito che viene da Papaji e dal suo maestro Ramana ( Maharshi). Si possono usare parole diverse per indicare questo silenzio. Io ho usato la parola ” casa”. Il silenzio è l’essenza della casa, e la casa è l’ essenza del silenzio. Qui non consideriamo il silenzio in relazione al rumore , o opposto al rumore. E’ il silenzio più profondo di tutto, più vicino di ogni pensiero, emozione, oltre e nonostante ogni circostanza. Il silenzio è la riconciliazione di ciò che è più vicino con ciò che è oltre. “

Testo di Gangaji, traduzione dall’inglese di Lisa Spada per Ninconanco

Alcuni cenni biografici su Gangaji

Nata in Texas nel 1942, Gangaji è cresciuta in Mississipi. Il suo nome anagrafico è Merie Antoniette Roberson. Dopo la laurea si è sposata e ha avuto una figlia. Nel 72 si è trasferita a San Francisco, dove ha iniziato una esplorazione più profonda del suo essere. Ha preso i voti Bodhisattva, ha praticato meditazione zen e Vipassana, ha collaborato all’apertura di un centro di meditazione buddista tibetana. Ha iniziato una carriera da agopunturista. Nonostante tutto questo, ha continuato ad avvertire un profondo e persistente desiderio di completezza. Ha percorso tante strade per cercare di cambiare la sua vita, la maternità, il matrimonio, l’attivismo politico, la carriera e il percorso spirituale, ma ogni suo successo durava poco.

Gangaji offre a persone comuni che vivono vite comuni un invito speciale e trasformativo a scoprire quello che è sempre stato completo e soddisfacente, ciò che c’e’ sempre stato ed è, in verità, ciò che già sei. Come insegnante Gangaji incontra ricercatori di ogni nazionalità e background, ed offre la sua esperienza diretta del messaggio essenziale che ha ricevuto dal suo maestro Papaji ( discepolo di Ramana Maharshi, uno dei più importanti santi dell’ India moderna). Attraverso la sua vita e le sue parole, esprime con potenza la possibilità di conoscere la verità di chi tu sei, e restare fedele a quella scoperta.

Risvegliandosi dall’illusione, ha pregato infine per un vero aiuto. Nel 1990 la risposta alla sua preghiera è arrivata inattesa, conducendola in India per incontrare ciò che avrebbe cambiato tutto. Sulle rive del Gange ha incontrato sri H. W. L. Poonja, anche conosciuto come Papaji, che ha aperto in lei la sorgente del riconoscimento di sè. Con questo incontro la sua storia personale di sofferenza ha avuto fine, e la promessa di una vita vera ha cominciato a fiorire. Con immensa gratitudine Gangaji chiese a Papaji come potesse ringraziarlo del dono incalcolabile ricevuto. Ed egli rispose:” mi fa piacere che me lo chiedi. L’unico modo è dedicare tutta la tua vita a questo.” Senza sapere cosa ciò significasse, Gangaji rispose:”sì!”.  Da quel giorno ha viaggiato dovunque ci fossero persone disponibili ad ascoltare, ed ha indicato loro ciò che è già disponibile, la verità di chi essi sono, la verità di chi tu sei.

In copertina: Gangaji in conpagnia del maestro Papaji