L’ANTI DAVOS CHE CAMBIERA’ L’ECONOMIA

The Economy of Francesco, questo il nome dell’evento destinato probabilmente a cambiare la storia del XXI secolo. Esageruma nen! si dice sotto le Alpi, e così esclamerebbe la moltitudine che, travolta dalla routine, non riesce più a distinguere le poche novità  nel tormentato coacervo di trasformazioni verso obiettivi sempre nebulosi.

Papa Bergoglio

L’idea è venuta a Papa Francesco: organizzare un grande incontro ad Assisi fra giovani economisti e imprenditori “under 35” per progettare insieme una nuova economia. L’appuntamento è previsto dal 26 al 28 marzo prossimo (segnatevelo in calendario), e ha già avuto adesioni da tutto il mondo.

Muhammad Yunus

Fra gli altri, Muhammad Yunus, famoso per avere creato in India il microrisparmio che non registra NPL,  premio Nobel economia, il quale afferma che “la povertà non è creata dai più poveri, la povertà è creata dal sistema economico che abbiamo costruito”; Jeffrey Sachs, economista della Columbia University che dichiara: “Il lavoro di Assisi sarà rivoluzionario, stimolante per tutto il mondo e costruttivo per le future generazioni”;  Stefano Zamagni dell’Accademia Pontificia della Scienza, Brunello Cucinelli, imprenditore, Luigino Bruni, economista università Lamsa che sottolinea: “Assisi è destinata a diventare la capitale di un pensiero economico diverso”. Poi Vandava Shiva, Bruno Frey, Tony Meloto, Kate Raworth.

Jeffrey Sachs

Carlo Marroni sul Sole 24 Ore la definisce la Davos francescana, ma l’idea di Bergoglio, il taglio dell’iniziativa e le sue finalità, sembrano del tutto opposte. Altro che Davos, semmai una anti-Davos.

Alla stanca dottrina economica dell’800/ 900, ad un liberismo che sembra avere perso la bussola del bene comune (se mai l’ha avuta), l’assise contrappone non tanto un cambio di passo, come titola il giornale, ma un deciso cambio di direzione. Ecco perché il summit può essere importante e rappresentare una svolta, un nuovo, elettrizzante inizio di portata epocale.

Stefano Zamagni

Opportunamente, l’articolo di Marroni riporta stralci dei documenti o discorsi papali. Basta leggerli per avere l’idea dei principali argomenti che saranno trattati e del fatto che una lettura coraggiosa e innovativa di essi, sotto la spinta ideale delle nuove generazioni, potrà costituire la premessa sotto la quale il vecchio mondo economico è destinato ad un rapido e doloroso tramonto.

E’ una affascinante coincidenza nelle pagine del libro della storia che, laddove l’economia di mercato è nata e a mosso i primi passi, grazie ai seguaci di San Francesco, essa ora ritorni per rifondarsi su nuove premesse. E che a farlo siano chiamate le nuove generazioni, immuni dalle ideologie sulle quali i sistemi economici sono cresciuti globalizzandosi.

Luigino Bruni

I primi a provare l’imbarazzo della ricchezza, ricorda Marroni, furono i monaci cistercensi che chiusi nei loro monasteri accumulavano ricchezza senza riuscire a fala circolare. Con in francescani si esce dal monastero e si creano i conventi, luoghi aperti a tutti, in cui la ricchezza diventa partecipata.

La lettura moderna che Jorge Mario Bergoglio dà del messaggio francescano- scrive Marroni- è che bisogna stringere un patto tra le persone del pianeta per tornare a dare impulso ad una nuova economia e mettere la persona e l’ambiente al centro, e non solo il denaro che produce altro denaro. Sì, anche l’ambiente, un altro dei temi dominanti del pensiero di Bergoglio, riassunto nell’enciclica Laudato Sì nel 2015.

L’appuntamento del 26- 28 marzo 2020 è stato preceduto da una settimana di studio chiamata Percorsi Assisi, dove sono stati coinvolti una 50ina di studenti provenienti dalla Luiss, Alma Mater di Bologna, Politecnico di Milano, Federico II di Napoli, con la collaborazione dell’Istituto tecnologico e il Sacro Convento di Assisi.  L’iniziativa merita perciò grande attenzione e su di essa ritorneremo.

 “ Il bene comune sia la bussola che orienta l’attività produttiva, perché cresca un’economia di tutte per tutti e che non sia insensibile allo sguardo dei più bisognosi” (discorso a Confindustria 27 febbraio 2016

“L’economia, nata per essere “cura della casa”, è diventata spersonalizzata; anziché servire l’uomo, lo schiavizza, asservendolo a meccanismi finanziari sempre più distanti dalla vita” (discorso Federazione banche alimentari, 18 maggio 2019)

“Dobbiamo denunciare ed evitare questa cultura dello scarto. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future” (discorso all’industria mineraria, 3 maggio 2019)

Creare opportunità d’impiego dignitose, stabili e a favore di tutti. Questo richiede un miglioramento nella qualità della spesa pubblica e degli investimenti, un equo e adeguato sistema di tassazione”” (lettera ai partecipanti al G20)

“No a un’economia dell’esclusione e dell’iniquità. Questa economia uccide” (L’Evangelii Giudium 2013)